26.7.03

[vacanza con t9] parto per un po' con i libri sottoscritti, e quest'anno per la prima volta anche con doris, che dovrebbe consentirmi di navigare il web mentre sto con i calcagni in acqua. devo dire che la mia abilita' con la tastiera del cellulare (in specie quella rotonda, omaggio ai vecchi telefoni a disco) e' prossima allo zero kelvin ed escludo che si verifichi l'emergenza mondiale che possa spingermi a scrivere due righe sul blog (non farei in tempo, diciamo, ad annunciare una catastrofe ne' con ne' senza il t9).
> update
blogger effettivamente non fa postare;
clarence si', peccato non averci eletto la sede estiva;
blogplanet dovrebbe permettere di postare ma dubito di poterlo configurare prima che la terra compia il giro intorno al sole;
l'aggregator si vede meglio nella versione 1.0.
hint: perche' non usi un portatile, computer e non telefono?

23.7.03

[comprare i libri] il sublime pretesto della vacanza imminente ieri mi ha spinto in libreria per gli acquisti di mezza estate. per sceglierli da sempre mi affido alla trance dionisiaca che mi prende quando varco la soglia che fa si' che realizzi quello che ho comprato soltanto quando sono ormai a casa e cerco di ricostruire le ragioni per cui ho scelto questo anziche' quello (che magari ero andata proprio per comprare). prendo, leggo l'incipit -e' una condanna purtroppo, ed e' pure successo che a incipit folgoranti seguissero pagine noioserrime come avro' senz'altro perso capolavori con l'incipit debole-, ragiono solo sulla dimensione del carattere che ho in odio sia se troppo piccolo (che mi ci sguercio) che troppo grande (mi sembrano le tesine degli specializzandi scritte con interlinea 34 per allungare la minestra) e decido sulla base di un interruttore interno azionato da forze che hanno a che fare con il titolo la carta l'umore la faccia della commessa che mi spia sul monitor quando potrebbe guardarmi in faccia da li' dietro il nome dello scrittore il luogo dove ho intenzione di leggerlo (vale sopratutto per quelli per le vacanze) l'aspetto della copertina.
il banco con le ultime novita' e' l'ultimo dei miei pensieri, giacche' i libri hard non li ho mai comprati, un tempo per ragioni economiche (una copertina dura contro tre economici) e ora per motivi spazio-volumetrici (due duri occupano lo spazio di cinque tascabili e non ho piu' pareti da tappezzare con librerie) nonche' pratici (spazio sul comodino, spazio nella borsa) e di salute (peso del libro che mi cade in faccia quando mi addormento la sera). pero' le guardo, le nuove uscite, perche' alcuni spero spariscano di li' per materializzarsi nelle collane e certi li seguo da quando erano in fase prenatale e attendo di sapere con che copertina verranno pubblicati (perche' la copertina, sopratutto se soddisfa l'armonia della combinazione con il titolo, e' uno dei miei criteri orientativi preferiti, per quanto cialtrone possa apparire - e la maggior parte dei miei libri credo di averli comprati cosi').
a casa ho poi scoperto di aver comprato due libri con titolo del genere programmatico: la donna che dorme (e fin qui ...) ma anche l'uomo che sognava altre donne (qui invece ...) insieme alla versione mignon di non ti muovere (che ho paura che mi deludera' anche per via del verde chiaro della copertina), amabili resti (di cui dicono troppo bene per essere vero), l'amore ai giorni della rabbia (titolo-copertina) piu' un turow in formato lilliput.
ho invece lasciato una prece affinche' vengano tascabilizzati presto su le correzioni, l'elenco telefonico di avoledo e il piccolo amico. continuo a non comprare it.

21.7.03

nessun buon libro da portarmi al mare: raccatto un thriller storico che non mi tiene sulla pagina per piu' di una ventina di righe di seguito, condannandomi per una volta all'umanita' che mi circonda anzi che l'introversione libresca. due coppie dietro di me, le donne bellissime in topless; a destra una coppia dell'est: hanno entrambi quel colorito lattiginoso, quasi trasparente, mi ricordano l'attrice di gorkji park, con la pelle diafana e le vene quasi tutte visibili sotto la trama della pelle. a sinistra uno spazio vuoto, riempito a intermittenza dagli ambulanti di passaggio, ai quali una solida formazione catto-pietistico-pavloviana mi fa ogni volta rivolgere un distratto 'nograzie' sorridendo e guardando loro e la loro merce, segno che interpretano per interessamento e in seguito al quale mi si inginocchiano di lato snocciolando le qualita' di quel che vendono (parei-rolexsubmarine-cocofresco-massaggiocinese-agua-bira-coga-sprait-tatuaggiohenne-bracciali-anelli-cavigliere-mollettonipercapelli-grattachecca-giornali-sigarette5euro-asciugamani-costumi-lultimodieros tutti stranieri, tranne quello che vende i racchettoni, fattiamano-vernicenontossica). ogni dieci minuti riabbasso gli occhi sul libro e sulle avventure di van eyck e la cospirazione dei medici, la trama quasi non la seguo, ma i convitati a casa di cosimo sembrano tutti familiari, ghiberti alberti donatello angelico brunelleschi. le due belle dietro di me sfilano per andare a fare il bagno con i loro accompagnatori si fermano e chiedono se posso sorvegliare le loro borse: cosi' da vicino con quelle voci roche e il costume striminzito sopra l'apparato genitale maschile si vede bene che sono (erano?) uomini. converso con un nigeriano che vende libri di scrittori sudafricani: hanno una casa editrice piccina, unica distribuzione quella sulle spiagge, libri dalle copertine sgargiantissime, per lo piu' drammi di quando erano ancora li' e drammi di ora che sono qui. a gand van eyck muore sul piu' bello, tra i pigmenti e l'allume; il serial killer dei pittori lascia nelle loro bocche una manciata di terra di verona, che per mezzo libro immagino gialla e poi scopro che e' verde e devo riformattare mentalmente tutta la storia. la coppia dell'est fa il bagno e torna sull'asciugamano con un pugno di telline raccattate sulla battigia: parlano tra loro e poi mettono le valve l'uno sull'orecchio dell'altra, suppongo per ascoltare il mare. ma nelle telline il mare si sente?

18.7.03

[do not call me registry] e' il progetto varato negli stati uniti per difendersi dal telemarketing: una black list di utenti non contattabili che gli operatori sono tenuti a consultare prima di avviare la chiamata. (su repubblica)

17.7.03

[telefonate mute] giorni fa ho avuto modo di parlare con alcune delle persone che lavorano -sotto forme di impiego impronunciabili- per la maggiore societa' outsourcer del gruppo (outsourcer si', ma fino a un certo punto). si occupano di telemarketing, vale a dire chiamano a tutte le ore i clienti sotto la forma di consulenti per il risparmio e le promozioni, tentando previa concessione della relativa autorizzazione di accumulare dati della piu' varia natura dall'uso degli elettrodomestici a quello delle creme di bellezza. mi hanno descritto la meccanica del lavoro, di come le telefonate, gestite attraverso una nota piattaforma, arrivino in automatico sulle loro postazioni a ritmi nipponici, e di come siano valutati in base al tempo che intercorre tra una chiamata e l'altra e il tempo che dura la chiamata stessa. una madre di famiglia, peraltro piu' giovane di me, e' stata a rischio risoluzione di rapporto nel periodo in cui il figlio piccolo ha avuto il morbillo e la babysitter (la nonna naturalmente) si e' permessa di chiamarla addirittura per tre volte in un giorno (durata del turno: 5 ore) sul suo cellulare personale, che dovrebbe rimanere spento in borsetta. la giovane signora tuttavia ha ritrovato il sorriso perche', raccontava, ultimamente sembra essersi diffusa tra i clienti l'abitudine non piu' di agganciare dicendo non interessa, com'era prima, ma di lasciare la comunicazione attiva e dedicarsi ai casi loro; il che consente, a loro altri che stanno attaccati di la', di andare al bagno (in base alla 626 solo ogni 2 ore di videoterminale), chiamare i figli o dare riposo alle corde vocali. stamattina, guarda il caso, scopro che alcuni di quelli che stanno zitti li leggo.

15.7.03

[promemoria]

Non preoccuparti di essere importante. Fai piccole azioni, ma falle velocemente.
Presta attenzione ai dettagli. Fai delle azioni irrilevanti e scollegate che abbiano poco se non alcun senso per gli altri.
Prenditi una rivincita sul significato.

comincia cosi' il promemoria che leggo stamani su fuoridelcoro (grazie a; corsivi e grassetti sono miei) che andrebbe tenuto a portata d'occhi sempre.

10.7.03

[codice della strada] un sacerdote campano* ha redatto una versione teologica del nuovo codice della strada articolato in 10 agili punti. il primo recita 1- Quando guidi qualsiasi mezzo, ricorda sempre che c'è qualcuno che ti aspetta. Non correre, ma guida con prudenza, così tornerai tranquillo dai tuoi parenti., che e' la versione verbale del celebre adesivo non correre papa'.
il quinto, a meta' tra i primi e gli ultimi, ci ricorda che cinture fanali e freni a parte 5 - Ogni volta che ti poni alla guida rivolgi il tuo pensiero a Dio e pregalo perché ti accompagni nel tuo breve o lungo viaggio sulle strade del mondo.
* Padre Antonio Rungi, sacerdote passionista, teologo moralista

8.7.03

[tlc] Telefonini: un bambino su due non sa farne a meno (su repubblica). dove lavoro io infatti ci si incrocia nei corridoi salutandosi al grido di l'ultimo baluardo da espugnare è l'asilo. come non si sa: magari con un incrocio tra un cellulare, il salvalavita beghelli e una webcam fissa sul viso del pupo.

5.7.03

[banana european tour 1.1] le scuse, dice, non le ha chieste, perche' e' offeso, la sua era una battuta ironica fatta con dolcezza (sic) But German officials said that Mr Berlusconi had apologised (independent).
per fortuna a ricomporre un po' la questione ci pensa stefano stefani, sottosegretario leghista alle attività produttive con delega al turismo che sulla Padania cosi' si esprime sul popolo tedesco ubriaco di tronfie certezze, abituato a sentirsi primo della classe e ad assumere atteggiamenti protervi. come quelli manifestati da schulz quell'ex libraio di hehlrath. e per finire invadono rumorosamente le nostre spiagge ma sul loro quotidiano più letto, la bild (...) non dimenticano di menzionare (...) il numero dei furti d'auto a rimini o addirittura le ultime statistiche dei morti di mafia in Sicilia
come che sia se potessi chiarirei volentieri e anche per iscritto ai commentatori televisivi e radiofonici che ripetono che b. ha dato del gerarca nazista a schulz che tale interpretazione e' sbagliata, gli ha dato del kapo'.

3.7.03

[chi la battuta patisce, di battuta ferisce (e perisce)] ero in macchina alle 19 di ieri mentre la radio -tmc- dava conto dell'exploit(ation) del banana in ue. commenti in diretta: lerner gongola (lo dicevamo noi); rossella, carlo, si duole dell'assoluta mancanza di humour dei parlamentari europei (è stata una battuta spiritosissima, ed effettivamente da ebbrezza alcolica sembra essere ispirata); infine feltri, giorgio, spiega che il malinteso è dovuto ai traduttori simultanei che non sono stati in grado di trasmettere ai parlamentari in ascolto il tono bonario e umoristico del berluz (infatti il presidente, ed era chiaro a chi lo guardava, mentre si rivolgeva a schulz sghignazzava). sono d'accordo con questi ultimi due e procederei d'ufficio alla rimozione degli incapaci traduttori simultanei, da sostituire con michele apicella che qualsiasi facezia del presidente emerito sa trasformare in sapido stornello napoletano (linguaggio universale, e del resto non è importante che chi è all'ascolto capisca, basta il ritmo); i parlamentari europei invece andrebbero sostituiti in massa con il pubblico di passaparola, completo di avviso lampeggiante che indichi il momento dell'applauso.
meglio di me, sull'avvenimento, leonardo.

1.7.03

[facaaaldo] mi sembra di aver dormito per un anno. leggo i giornali dopo una breve vacanza e scopro che: il ministro dell'interno fa dichiarazioni scandalose (anche l'anno scorso, proprio di questi tempi, ma allora gli valsero la poltrona, mentre, incredibile dictu, le dichiarazioni di quest'anno sono condivisibili); il berluz invece dispiega ogni energia per entrare nei libri di storia con la firma della costituzione europea, l'accordo del secolo (fu accordo del secolo anche l'anno scorso, piu' o meno di questi tempi, a pratica: diciamoglielo alla stampa comunistoide di mezza europa che ci irride, abbiamo l'unico premier in grado di firmare un accordo del secolo l'anno)