29.10.03

[dubbi]

e' un periodo un po' cosi'.
sto rileggendo la Fisiologia del matrimonio di Balzac, il cui incipit recita Il matrimonio non deriva affatto dalla natura.

25.10.03

[servizio]

all'indirizzo info[at]liberilibri.com arrivano con frequenza crescente curriculum con richieste di inserimento nell'organico della redazione -redattori, traduttori, esperti di supporti multimediali, correttori di bozze e altro-. devo purtroppo precisare quanto segue: liberilibri(.com) non solo non e' una casa editrice ma vive grazie all'impegno di una manciata di appassionati che contribuiscono del tutto gratuitamente all'aggiornamento delle pagine e alla redazione delle sue rubriche.
di conseguenza e' benvenuto chiunque voglia partecipare al progetto, va senza dirlo, ma del tutto amore dei.
a ulteriore precisazione e' invece una casa editrice www.liberilibri.it sito con il quale non abbiamo contiguità alcuna se non l'omonimia, e lo stesso dicasi per liberlibri.com e libriliberi.com -uno dei quali si e' anche liberamente ispirato al nostro logo, tanto per buttare un sassino nello stagnino-.
diciamo pure che un nome piu' fantasioso non lo potevo scegliere nemmeno in cento anni.

23.10.03

[comunisti imperiali]

E' compatibile che nella parte più antica e nel cuore culturale del continente europeo ci sia un uomo che controlla l'80 per cento dei mezzi di informazione e che per di più quest'uomo sia il primo ministro? se lo chiede claudio abbado a tokyo mentre gli conferiscono il praemium imperiale per la musica.
tra gli altri premiati di quest'anno l'italiano merz per la scultura e ken loach per il cinema.

22.10.03

[turno di notte]

(il turno di notte in questa stagione e' odiosissimo: entro che sudo e esco che e' inverno. e' odiosissimo anche in genere: la notte e' consacrata al vip, e il vip e' foriero di guai su scala mondiale. il vip ragiona seguendo uno schema paratattico ed e' privo del buon senso della sora cecioni; con la realta' ha un rapporto non mediato ma tormentato da una paranoia latente per cui si immagina di continuo al centro dell'interesse vostro nonche' della jakuzia e della borsa di londra, e per tanto se allo scadere della mezzanotte il suo telefono non riconosce, per dire, il nuovo orario legale teme di essere tenuto in scacco da forze arcane -giacche' un buon settanta per cento dei vip, fonte: io, si rivolge a un fattucchiero per la risoluzione di problemi grandi e piccoli, e ci tiene a narrarvi le sue peripezie e di come effettivamente da quando ha sganciato quei tremila euro alla maga la fidanzata lo ami indiscutibilmente di piu'-.
e se conducesse la sua vita da vip staremmo bene tutti. invece no: qualche volta di sera il vip e' costretto a stare a casa -e non fare qualcos'altro che non si perita di dettagliare scrupolosamente visto che lui e' li' a casa, magari ha l'influenza o la donna gli ha dato buca o gli si e' rotta l'antenna della tv (sic, l'altra sera) e si annoia, com'e' chiaro.
a suo favore c'e' da dire che nutre, il vip, per chi lo assiste una solida fiducia alimentata dal mito del computer -che in questi casi diventa il terminale: puo' vedere dal terminale se mia moglie ha lasciato a casa il cellulare? ah, non lo puo' vedere? ma che terminale avete?- che e' controproducente non alimentare -se non puoi informarli falli contenti- per non correre il rischio di diventare io la terminale della faccenda.
per tutto questo per il vip e' previsto un trattamente molto poco customer e assai care. bisogna blandirlo -senza dargli del coglione direttamente- e tranquillizzarlo come si puo' -no, i gremlins nella sua strada non sono arrivati, me lo sta comunicando in diretta la polizia interstellare- sua nipote e' ferma all'angolo di carnaby street - il suo telefono non e' controllato dalla spectre - ora salgo sull'antenna davanti a casa sua e la riparo io - suo marito e' in ufficio come la ha detto, sta firmando dei documenti, lo vedo.

disclaimer: ci sono molti vip simpatici intelligenti e ben affiatati con la tecnologia. statisticamente pero' di questi sono pochissimi quelli che sentono la necessita' di farsi assistere tra le 20 e le 2.)

20.10.03

[in gabbio]

domenica, tardo pomeriggio, roma.
mi avvio riluttante con voglia zero verso il mio turno notturno presso l'inclita ditta. parto tardi tanto e' domenica, in quel verso non c'e' traffico. invece no, raccordo fermo a nord, tiburtina bloccata, la coda lenta, macchine strombazzanti, e motorini -troppi motorini- con coppie di giovanette in fiore scalmanatissime. mentre sto li' a guardare a distanza il semaforo che passa per tutti i colori dell'iride senza che io abbia mai ingranato una marcia qualsiasi, un motorino si ferma e la centaura mi chiede la gabbia e' ancora lontana?
la gabbia?
cosi' scopro che la ragione per cui sto erodendo il mio limitatissimo monte minuti-ritardo mensile e imprecando in tutte le lingue che conosco comprese le morte e' che il tal pasquale laricchia, infelice interprete di proverbi pugliesi, e' chiuso in una gabbia qualche metro piu' su (a imitazione dei primati allo zoo? no, del mago francese a parigi).
mi spiace solo che non piova come il giorno prima.

19.10.03

[promozionale]

colloquio conoscitivo con un fornitore che decanta le meraviglie dei suoi servizi; lui non sa che sono gia' molto piu' che convinta a pagarlo e ritiene di doversi autopromuovere in ogni modo. la prende alla larga dicendo lavoravo con saragat al quirinale e poi con ciampi quando era governatore e infine cala quello che ritiene essere l'asso di briscola adesso berlusconi chiama solo me.
sorriso forzato: ah, ecco (ci sto gia' ripensando)

16.10.03

[pecore di poliammide]

un negozio di via condotti, moderatamente pretenzioso.
oggetto della disputa una stola molto semplice che la commessa si ostina a chiamare bolero e che costa come un anello del tesoro della corona.
io: e' di pura lana?
lei (indispettita): certo
io (leggendo l'etichetta): pero' c'e' scritto 40 per cento di poliammide
lei (in arrampicata libera sugli specchi): e' poliammide di lana, e la lana e' pura

trovo la stessa casa bocciata qui.

15.10.03

[lingue conosciute]

un amico romano che abita da tre anni a verona ha da poco perso il lavoro -capita anche lì- e affronta i colloqui di rito per trovarne un altro. l'esito dell'ultimo al quale si è sottoposto: lei ha 40 anni e già non va tanto bene, ma sopratutto parla veramente troppo poco il veneto per lavorare da noi.

4.10.03

[ancora sul buio]

a una settimana dal blackout si spegne il cicaleccio relativo al.
alcuni appunti presi in questi giorni:
1. se non ti sei accorta del blackout perche' eri a casa -figuriamoci- addirittura a letto -apriti cielo- non lo dire: impoverisce la drammatizzazione del racconto dell'interlocutore, e sembri quella che non s'e' accorta della fine del mondo
2. se non ti sei accorta del blackout e' inutile che la mattina della domenica alle dieci cerchi di chiamare il numero verde per comunicare che nel tuo condominio non c'e' corrente
3. se non hai pascolato per la notte bianca per evitare masse in movimento prima di dichiararlo cerca di capire se la persona che hai davanti non stesse cercando proprio quello (un po' irene grandi)
4. se almeno una volta nella vita hai messo piede ai capitolini o a castel s.angelo o la galleria spada o s. andrea della valle o in qualsiasi altrove monumentale romano dovrai sentir dire che fatto di notte e' tutta un'altra cosa / che fatto con tante persone e' tutta un'altra cosa (verissimo, da evitare) - / che gratis e' tutta un'altra cosa / che vedere le persone in fila e non per lo stadio e' una grande emozione e cosi' a esaurimento fino all'anima della folla
5. se ti raccontano di uno spettacolo musicale di quella sera non continuare a fare l'imbecille chiedendo tosca nel senso di tosca? dalla nel senso di dalla, lucio? e ci sei andata? (risposta: si', e li' vicino davano anche il sandaniele - il sandaniele? un musical? - no, il prosciutto)
6. se hai genitori anziani e una sorella molto giovane preoccupati di cosa fara' la seconda per evitare problemi alle coronarie dei primi