5.9.03

[un mondo tutto suo]

berlusconi e' un uomo straordinario, naturale, senza infingimenti, fuori dalla morale comune e alieno alla correttezza umana e politica. ha potere e denaro, e' stato non una ma due volte presidente del consiglio, e' entrato nella storia italiana a vario titolo ricoprendo quasi tutti i ruoli che la societa' prevede per i suoi membri (cittadino rappresentante del popolo mercante imprenditore inquisito storiografo umorista operaio e cantante) sfidando a testa bassa il grande complotto mondiale pluto-sinistro-staliniano (pluto nel senso di pluto, il cane) che poggia i suoi piedi mediatici su repubblica e l'economist, il Nemico insomma.
scotto di tutto cio' una lieve tendenza dissociativa a costruirsi e vivere un mondo tutto suo, manifestata in tempi non sospetti e in modo innocuo quando costruiva ripetizioni numerate di milano rifatta a somiglianza di un truman show antibolscevico e replicata in occasioni non lontane appendendo limoni finti e rimuovendo mutande sporche. questo stesso disturbo lo induce ad accogliere nelle sue case private e sicure anziche' nei luoghi istituzionali gli ospiti politici dei paesi amici, zittiti sulle pedane delle conferenze stampa dallo svantaggio del gioco nemmeno fuori casa, ma in casa sua e ripagati a botte di stornelli da lui personalmente composti e cantati.
spiace quindi rilevare come il Nemico che nella migliore epica eroica e' diabolico, stia diventando un banale fuori di testa antropologicamente inadatto (credo in quanto biologicamente inferiore) a tenzonare con l'eroe.