9.8.03

CRONACHETTE SICILIANE
[alla partenza]
lui guida. io gli computo i punti che sta perdendo per eccesso di velocita'.
lui: ma lo vedi, davanti a noi non c'e' nessuno, nessuno va a 130.
io: certo, li hai superati tutti.

[sicilia]
arriviamo di notte a messina, e via verso siracusa.
la notte, gli odori, gli agrumi, il vento, un caldo che leva la pelle, il fantasma di sciascia, una puntata di montalbano, le arance, la pasta di mand ... all'improvviso un alone di luce sempre piu' vivido e lo skyline piu' grande e luminoso che ricordi da quando i miei mi portarono a nove anni a newyork.
e' l'enichem di priolo. con tanto di sovrastante nuvolone tossico a mezz'aria.
ci affrettiamo.

[pesce fresco]
insieme: compriamo il pesce, qui sara' freschissimo. si, dai. no anzi: frutti di mare.
ripieghiamo su un classico elementare (vongole) che' abbiamo un cucinino lillipuziano. nelle enormi vasche della pescheria vongole cozze fasolari aragoste (frutti di mare?).
eh che meraviglia il pesce fresco, l'avranno pescato giusto li' davanti, eh si, certo.
prima d'andar via una conferma dal signor fruttamarolo scusi da dove vengono queste vongole?
il fruttamarolo: da chioggia.
ci guardiamo: le avessimo comprate a roma erano piu' fresche.

[continua]