21.7.03

nessun buon libro da portarmi al mare: raccatto un thriller storico che non mi tiene sulla pagina per piu' di una ventina di righe di seguito, condannandomi per una volta all'umanita' che mi circonda anzi che l'introversione libresca. due coppie dietro di me, le donne bellissime in topless; a destra una coppia dell'est: hanno entrambi quel colorito lattiginoso, quasi trasparente, mi ricordano l'attrice di gorkji park, con la pelle diafana e le vene quasi tutte visibili sotto la trama della pelle. a sinistra uno spazio vuoto, riempito a intermittenza dagli ambulanti di passaggio, ai quali una solida formazione catto-pietistico-pavloviana mi fa ogni volta rivolgere un distratto 'nograzie' sorridendo e guardando loro e la loro merce, segno che interpretano per interessamento e in seguito al quale mi si inginocchiano di lato snocciolando le qualita' di quel che vendono (parei-rolexsubmarine-cocofresco-massaggiocinese-agua-bira-coga-sprait-tatuaggiohenne-bracciali-anelli-cavigliere-mollettonipercapelli-grattachecca-giornali-sigarette5euro-asciugamani-costumi-lultimodieros tutti stranieri, tranne quello che vende i racchettoni, fattiamano-vernicenontossica). ogni dieci minuti riabbasso gli occhi sul libro e sulle avventure di van eyck e la cospirazione dei medici, la trama quasi non la seguo, ma i convitati a casa di cosimo sembrano tutti familiari, ghiberti alberti donatello angelico brunelleschi. le due belle dietro di me sfilano per andare a fare il bagno con i loro accompagnatori si fermano e chiedono se posso sorvegliare le loro borse: cosi' da vicino con quelle voci roche e il costume striminzito sopra l'apparato genitale maschile si vede bene che sono (erano?) uomini. converso con un nigeriano che vende libri di scrittori sudafricani: hanno una casa editrice piccina, unica distribuzione quella sulle spiagge, libri dalle copertine sgargiantissime, per lo piu' drammi di quando erano ancora li' e drammi di ora che sono qui. a gand van eyck muore sul piu' bello, tra i pigmenti e l'allume; il serial killer dei pittori lascia nelle loro bocche una manciata di terra di verona, che per mezzo libro immagino gialla e poi scopro che e' verde e devo riformattare mentalmente tutta la storia. la coppia dell'est fa il bagno e torna sull'asciugamano con un pugno di telline raccattate sulla battigia: parlano tra loro e poi mettono le valve l'uno sull'orecchio dell'altra, suppongo per ascoltare il mare. ma nelle telline il mare si sente?