23.7.03

[comprare i libri] il sublime pretesto della vacanza imminente ieri mi ha spinto in libreria per gli acquisti di mezza estate. per sceglierli da sempre mi affido alla trance dionisiaca che mi prende quando varco la soglia che fa si' che realizzi quello che ho comprato soltanto quando sono ormai a casa e cerco di ricostruire le ragioni per cui ho scelto questo anziche' quello (che magari ero andata proprio per comprare). prendo, leggo l'incipit -e' una condanna purtroppo, ed e' pure successo che a incipit folgoranti seguissero pagine noioserrime come avro' senz'altro perso capolavori con l'incipit debole-, ragiono solo sulla dimensione del carattere che ho in odio sia se troppo piccolo (che mi ci sguercio) che troppo grande (mi sembrano le tesine degli specializzandi scritte con interlinea 34 per allungare la minestra) e decido sulla base di un interruttore interno azionato da forze che hanno a che fare con il titolo la carta l'umore la faccia della commessa che mi spia sul monitor quando potrebbe guardarmi in faccia da li' dietro il nome dello scrittore il luogo dove ho intenzione di leggerlo (vale sopratutto per quelli per le vacanze) l'aspetto della copertina.
il banco con le ultime novita' e' l'ultimo dei miei pensieri, giacche' i libri hard non li ho mai comprati, un tempo per ragioni economiche (una copertina dura contro tre economici) e ora per motivi spazio-volumetrici (due duri occupano lo spazio di cinque tascabili e non ho piu' pareti da tappezzare con librerie) nonche' pratici (spazio sul comodino, spazio nella borsa) e di salute (peso del libro che mi cade in faccia quando mi addormento la sera). pero' le guardo, le nuove uscite, perche' alcuni spero spariscano di li' per materializzarsi nelle collane e certi li seguo da quando erano in fase prenatale e attendo di sapere con che copertina verranno pubblicati (perche' la copertina, sopratutto se soddisfa l'armonia della combinazione con il titolo, e' uno dei miei criteri orientativi preferiti, per quanto cialtrone possa apparire - e la maggior parte dei miei libri credo di averli comprati cosi').
a casa ho poi scoperto di aver comprato due libri con titolo del genere programmatico: la donna che dorme (e fin qui ...) ma anche l'uomo che sognava altre donne (qui invece ...) insieme alla versione mignon di non ti muovere (che ho paura che mi deludera' anche per via del verde chiaro della copertina), amabili resti (di cui dicono troppo bene per essere vero), l'amore ai giorni della rabbia (titolo-copertina) piu' un turow in formato lilliput.
ho invece lasciato una prece affinche' vengano tascabilizzati presto su le correzioni, l'elenco telefonico di avoledo e il piccolo amico. continuo a non comprare it.