20.5.03

[cronaca vera] mentre guido serenamente per recarmi al lavoro cantando a squarciagola bonnie tyler in una discutibile imitazione di cate blanchett in bandits (e non e' nemmeno il caso di evidenziare le differenze tra total eclipse of the hearth a 80 km/h sulla pacific highway e gli 8 metri/h incolonnata sulla tiburtina) dal cofano della mia vettura comincia a uscire un denso fumo bianco. siamo in un punto della strada e in un'ora pomeridiana di massimo traffico, la corsia e' strettissima e per quanto ne so io la ragione del fumo potrebbe pure essere un geyser apertosi all'improvviso nell'asfalto. freccia, accosto. un tassista che per superarmi ha rischiato un frontale mi grida dal finestrino: "scenda che puo' essere pericoloso." figuriamoci: scendo immediatamente e mi attacco al cellulare per chiamare il mio meccanico con il quale ho ormai un rapporto spirituale (univoco: lui invece mi pensa ogni volta che entra nell'ala a me dedicata della sua fastosa villa ollivudiana). risponde subito e mi chiede se per caso ho visto alzarsi la lancetta della temperatura prima del fumo: beh non esageriamo, il quadro lo guardo il minimo indispensabile per non distrarmici sopra e incorrere in pericolosi incidenti, quindi non lo so. mi chiede di aprire il cofano e qui divento assolutamente ridicola: non ci riesco; lui dice tira la leva, e io tiro la leva ma la leva oppone resistenza, e dopo qualche minuto di tira-e-non-si-apre si rassegna: ora ti mando il carroattrezzi. resto come un salame sulla via tiburtina, strada romana che collega la citta' a tivoli, fuori dalla macchina, essendo pericoloso.
nessuno si ferma ovviamente, e un po' tutti mi rivolgono qualche gentile parola per mettermi a conoscenza del loro indispettimento (a uno che tenta di insultarmi e andare oltre, rispondo con lo stesso tono di bonnie tyler dopo aver infilato tutta la testa nel finestrino del passeggero grazie al traffico che mi ha consentito di raggiungerlo). al quinto automobilista che rallenta e mi chiede "quanto e dove?" decido che pur essendo pericoloso me ne staro' dentro la macchina. dopo soltanto 45 minuti in cui ho respirato la massima quantita' di gas di scarico della mia vita avvisto il carro attrezzi che si avvicina in senso contrario: esco dalla macchina e comincio ad agitare la mano, non mi vede, il braccio, non mi vede, le braccia, non mi vede! ho paralizzato la circolazione di roma est e questo non mi vede, sventolo la borsa sopra la testa, il giornale, lo chiamo strepitando, niente, il distratto carro attrezzista mi ha superato.