18.4.03

[sanatoria archeologica] leggo sul nuovo della proposta di legge di urbani che sara' presentata al consiglio dei ministri oggi che prevede una sanatoria per chi detiene illegalmente opere d'arte, a patto che non se ne sia venuti in possesso in modo fraudolento (entrando in un museo a viso coperto e pistola in mano? e dimostrandolo come?). nei primi anni di universita' mi proposero di guadagnare subito (e parecchio) collaborando con i tombaroli dell'alto lazio - i quali per altro avevano molto piu' fiuto occhio ed esperienza di qualsiasi archeologo fresco di laurea-. naturalmente rifiutai, non prima di un'accesa perorazione della deontologia professionale - e del patrimonio culturale comune e altre scemenze -.
il mercato dei tombaroli e in genere della circolazione illegale di opere d'arte era florido e ben organizzato: assieme alla testa di marmo (satiro? apollo? divinita' laziale?) all'acquirente veniva impartita una dettagliata lezione su cosa avesse dovuto dichiarare nel caso in cui gli si fosse presentata alla porta (e fosse riuscita pure a entrare in casa) la guardia di finanza o la sovrintendenza: l'ho trovata mentre zappettavo la terra dei geranei, la quale spiegazione -da addurre anche nel caso in cui si avessero i geranei in vaso- non avrebbe scongiurato il sequestro, ma niente oltre questo. oggi allo stesso modo dichiarando che l'anfora etrusca adibita a portaombrelli e' stata trovata nella soffita del nonno, si potrebbe essere sanati di default.
(per finire con l'autobiografismo, a quell'epoca per il mio portafoglio scelsi di scrivere sotto improbabili pseudonimi romanzetti sentimentali che andavano a ruba, e che non ho mai avuto la faccia di includere in alcun curriculum: non saranno mai sanati)