13.3.03

[de paura] su giallodivino leggo

A proposito del dibattito "de disaffetione" (o: del perchè i giovani d'oggi non leggono?) sto dalla parte di quelli che dicono meglio Stephen King di niente.
e subito vorrei contrattaccare sia nel merito che con il de commentarium absentia che mi impedisce di scriverci due righe poco sotto.
questa storia di king per elezione o pregiudizio accademico contraltare delle letture vere e degli autori veri mi strenua; ogni tre-per-due qualcuno mi chiede perche' leggo i suoi libri (ma tu proprio tu, si, io proprio io) o addirittura me li cerco pure nella versione originale (non tutti non sempre, va da se').
alcune delle sue sono storie affascinanti - financo un non appassionato lo sa, se e' andato al cinema o solo ha sentito parlare di shining di misery dell'allievo di sugar baby delle ali della liberta' - benche' l'esser saccheggiati dagli sceneggiatori cinematografici non corrisponda a un sigillo di qualita' e nonostante abbia scritto anche christine la macchina infernale.
di libri ancora da leggere, ne convengo, ce n'e' in quantita', tuttavia io sto dalla parte di quelli che leggono (anche) king e non mi verrebbe in mente di strapparmi i capelli sapendo che lo leggono quelli che non leggono altro, perche' dubiterei anche dell'universo interiore di uno che leggesse solo pynchon o solo l'alfieri.
e nella frase citata di giallodivino a king sostituirei bevilacqua.