4.2.03

[jet lag] fino a qualche tempo fa una delle prime cose che facevo all'estero era accendere la tv e dare un occhio alle pubblicita': prodotti e tenore degli spot, abbigliamento dei personaggi, piccole informazioni su usiecostumi locali; colgate e il mitico tide gli unici due prodotti onnipresenti ma in forme sempre diverse; una indimenticabile pubblicita' vista in thailandia su un lassativo giapponese -da noi le pubblicita' sui lassativi sono invece molto poetiche, fino all'ultimo non si capisce se si parla di concimi biologici, riviste di poesia o pasticche per indurre i sogni-. da anni ovviamente non e' piu' cosi': la ruota della fortuna c'e' dappertutto e anche i lassativi si vanno uniformando, quelli giapponesi sono scomparsi e la palma del cattivo gusto puo' giusto andare ai pannoloni per incontinenti pubblicizzati da serene signore -che se posso arrivare a settant'anni come loro ci metto la firma- che invariabilmente sentono il bisogno di fare sport pericolosi - tipo le signorine che in quei giorni sentono la necessita' di fare paracadutismo - indipendentemente dal fatto che si possa o no controllare la vescica. poi alla globalizzazione del mercato s'e' unito il potere del satellite che rende possibile epifanie imbarazzanti: nell'unico paese rimasto comunista e nei fumi del jetlag una accende la tv e chi ti appare? socci. che parla? dei misteri di fatima! con chi? signorini e la signorina colle. (chi? niente, dei miracolati). sara' il jetlag. e il rimpianto dei lassativi.