14.12.02

[tlc] la due-giorni sulla flessibilita' aziendale spacciatami per cadeaux natalizio dall'azienda maxima e plurima per la quale mi onoro di lavorare mi ha spezzato (le rotule e la volonta') e non ricordo piu' se l'adagio dice mi spezzo ma non mi fletto o mi piego ma non mi spezzo. non siete numeri, no, ma nemmeno persone, non vi illudete, siete risorse, eccerto - ma incerto se umane.
dobbiamo comunicare: cerchiamo di essere felici, tutti, dal management alle teste (non sequitur!) (e poi, per l'abc della decenza e della convenienza, mai chiamare le teste teste davanti alle teste stesse, che non le rendiamo felici manco un po')
poi c'e' il resto: il karaoke istituzionalizzato e l'obbligo aziendale di cantare oh-happy-day a braccetto con il capo del personale che mi ha tagliato le gambe giusto un anno fa perche' sovraqualificata, davanti al sindacalista che pure avrebbe volentieri abbracciato la causa ma era impopolare -essendo i sovraqualificati per definizione portatori sani di dissidi sindacali: visto che sono sovra-qualcosa si tutelino da se'- e pertanto e per entrambi naturalmente inadatta.

una collega perfettamente integrata e abbastanza normoqualificata da far carriera senza far svenire nessuno, uscendo mi ha detto: mi sento una pecora fuor d'acqua.
ambe', ma porcapaletta.

[per non rendere del tutto inutile la lettura di tale autoreferenziale post segnalo 12 dicembre 1969 - Milano, Piazza Fontana di pasolini, riletto or ora su dude]