14.7.02

Capri 3. Quando si va via
Si va via da capri il sabato mattina, pur con la morte nel cuore per la rinuncia volontaria a un ennesimo giorno di mare. Si prende la funicolare per scendere al porto mentre in senso contrario arrivano orde multi ed extra europee in visita finesettimanale, ma non si va via per e da loro (o non solo). Si va via quando mentre torni dal mare incroci l'onorevole marzano (che con quel nome perche' non fa il ministro delle politiche agricole?) tutto ingiaccacravattato in nero sotto il sole a picco inseguito dai fotografi che non si sono accorti che dieci metri piu' in la' passeggia attorniato da una piccola scorta (ma non era inutile?) marcello pera. Si va via mentre pensi che per per fortuna o per disgrazia Berluz sara' di sicuro in costa smeralda e quindi non si rischia l'incontro, ti imbarchi mentre arrivano in porto i 16-22-35-48 metri di stilisti industriali e gioiellieri, mentre sul n-metri a sei piani del petroliere vattelapesca si posa l'elicottero personale dopo il caffe' a sorrento. Si va via e dall'aliscafo alla fine non si vede che la punta sulla quale villeggiava tiberio, che almeno di orge vere sapeva, e quelle del potere e dell'apparire almeno a capri le ignorava.