6.6.02

Le Rane
Spiacque che Ronconi decidesse di rimuovere parte della scenografia delle sue Rane su consiglio - pressione - memorandum di Gianfranco Micciche'.
Spiacque perche' l'episodio diede il via a una giostra che avrebbe fatto impallidire la pur illuminata corte dei Medici: l'attendente del principe esorta il giullare a non rompere nel paniere le uova della dovuta riconoscenza al potere, l'autore si indigna ma rimuove, il principe -da copione magnanimo e per definizione liberale- sorride dell'episodio tra le righe attribuendolo all'eccesso di zelo del tirapiedi e consentendo generosamente acche' la sua effigie compaia, ma l'autore a quel punto (a quel punto!) si impunta e rifiuta.
Spiacque perche' Aristofane, con quel faccione corrugato che se ne trovo una geipeg ve lo mostro, avrebbe tirato dritto per la sua strada e il potente l'avrebbe satireggiato comunque.
Spiacque perche' le simpatie politiche di Aristofane andavano notoriamente ai conservatori e se dileggiava il tiranno Cleone era solo perche' vedeva in lui "un demagogo venuto dal nulla, giunto al potere allettando il popolo a spese delle casse dello Stato, e per di piu' un fautore della guerra e non della pace"(1).
Tra l'altro il predetto Cleone reagi' in un primo tempo agli attacchi di Aristofane, considerati pericolosi, ma con il tempo cesso' di preoccuparsene visto che la plebe di Atene non cesso' di favorirlo.


(1) F. H. Sandbach, Il teatro comico in Grecia e a Roma, Laterza 1979